
I gatti di Hollywood
Il classico stereotipo della donna fallita e impazzita che si consola con i suoi amici felini perché completamente abbandonata dalla società.
Un po’ come la gattara dei Simpson.
Ma queste sono solo dicerie, totalmente errate.
Io stessa, sono qui per abbattere questo muro di concetti ignoranti ed estremamente superficiali che di divertente hanno ben poco.
Non credo nemmeno sia un caso, che l’immaginario della gattara disperata, sia proprio addossato ad una donna. Ma di Gattari ce ne sono stati, ce ne sono e fortunatamente ce ne saranno parecchi.
Io sono una gattara a tutti gli effetti. Ho nove dolcezze miciose, otto femmine e un maschio.
Sono una persona normale, che ha una vita normale solo piena di peli e fusa.
La storia dei miei mici magari un giorno la racconterò, in parte la puoi leggere nella mia bio in fondo alla pagina del sito.
Comunque, torniamo a noi.
Non sono io che devo essere la prova che i gatti sono sempre stati al centro dei riflettori, amati anche dalle celebrità, da ogni tipo di classe sociale e anche dagli uomini.
Il gatto è sempre stato considerato una creatura mistica, sacra, regale fin dall’antichità.
Gli Egizi veneravano Bastet, una divinità con corpo di donna e testa di gatta. Bastet era figlia di Iside e sorella di Horus. Era una dea molto potente collegata a Ra ed era simbolo della vita, della fecondità e della maturità.
La nostra Cleopatra ne è la prova e considerato che stiamo anche parlando di celebrità, voglio condividere una Elizabeth Taylor nei panni di Cleopatra nel 1963.
Elizabeth Taylor, protagonista de “La gatta sul tetto che scotta”, è sempre stata una grande amante dei felini. Una gattara. Amore nato fin da giovane e coltivato negli anni.
Molte celebrità e personaggi di spessore hanno condiviso la loro vita con i gatti.
E chi meglio di “Gatti Vintage” può condividere con te i Gatti vintage di Hollywood?
Non potevamo non iniziare con Audrey Hepburn in “Breakfast at Tiffany's”.
Film iconico del 1961.
Ed eccola qui, in tutta la sua meraviglia, posare con “Gatto”.
Ma la storia di Gatto la conosci?
"Gatto", si chiamava nella realtà "Orangey", era un esemplare rosso tabby, ed è stato uno degli attori del mondo animale più conosciuti.
Comparso in numerosi film realizzati negli Stati Uniti fra gli anni cinquanta e sessanta.
È l'unico gatto ad aver vinto due PATSY Awards, l’equivalente del premio Oscar per gli animali attori. Il primo risale al 1951 con la pellicola "Rhubarb", in italiano "Il gatto milionario", dove interpreta il ricco gatto ereditiero che acquista una squadra da baseball.
Il secondo, vinto appunto con “Colazione da Tiffany” nel 1962.
Inoltre, ha interpretato il gatto che cerca di mangiare il suo padrone rimpicciolito nel film di fantascienza Radiazioni BX: distruzione uomo (1957) e Moushie ne Il diario di Anna Frank (1959). Ha lavorato anche in alcune serie televisive tra cui Alfred Hitchcock presenta.
Insomma, “Gatto” era proprio una vera e propria star.
Un po’ mi preoccupa l’idea di ore e ore di set e lo stress che un animale domestico può provare, ma capisco anche quanto, certi gatti, possano essere delle vere e proprie star che senza problemi e in maniera naturale, stanno davanti ad una camera per ore.
I miei gatti sono i primi a stare ore e ore davanti alla fotocamera. Addirittura una delle mie gatte, Tripodina, ha l’abitudine ogni mattina di svegliarmi e zampettare sul set con un sacco di entusiasmo.
Ci sono giorni in cui ci prendiamo una pausa e ci rilassiamo, ma lei vorrebbe sempre farsi fotografare con me e spesso mi rimprovera come per dirmi “Hey! Facciamo qualche foto dai!”.
È una vera modella.
Piccola chiacchiera tra amiche. Continuiamo con Audrey. Qui vogliamo aprire una piccola parentesi, una carezza dolce.
Audrey era una vera amante degli animali in generale e ne ospitava diversi.
In particolare (nulla che c’entra con i gatti), era molto affezionata a “Pippin” il suo cerbiatto. Una storia emozionante e incantevole, che ha del surreale ma che rende questa donna ancora più affascinante. La nostra vera Biancaneve.
Certo, con i gatti centra ben poco, ma noi che amiamo gli animali, abbiamo trovato dolce aprire una piccola parentesi.
Nel 1959 Audrey era impegnata nelle riprese del film “Verdi dimore” e, a metà dei ciak, decise di chiedere alla produzione la possibilità di tenere con sé uno degli animali che appariva nella pellicola: un cerbiatto.
Decise di adottarlo come un vero e proprio animale domestico dandogli il nome di “Pippin”.
Il loro legame divenne così forte che Pippin seguiva l’attrice come se fosse la sua madre naturale.
Qualche tempo dopo però, finite le riprese, Pippin e Audrey dovettero lasciarsi. Non fu più possibile per lei tenere il suo amato cerbiatto che tornó nella sua dimora d’origine.
L’attrice con “gli occhi da cerbiatto” ancora una volta ci fa innamorare.
Un altro gatto o meglio gattino famoso è quello che viene raccolto a Roma da Anita Ekberg, la regina indiscussa del famoso “peekaboo bang”, la sua pettinatura mossa come le onde del mare su quella chioma bionda in “La dolce vita” (1960) con Marcello Mastroianni.
Lo stesso gattino con Federico Fellini in una foto scattata nel set del film.
Parliamo ora di Gina Lollobrigida che tutti chiamavano “La Lollo” ci ha lasciate da poco, viveva a Roma, sull'Appia Antica, in una villa in cui era circondata da cani e gatti. Sempre stata amante degli animali. Ecco alcune foto in compagnia dei suoi mici.
Ecco qui la meravigliosa Lauren Bacall con i suoi gatti. La donna dalla voce bassa, dotata di una bellezza misteriosa. La donna che non voleva essere catalogata come una “Femme Fatale”, fedele ai suoi principi.
Non può mancare lei. La regina Sophia Loren.
La donna dagli occhi di gatto, attrice formidabile, auto ironica, sensuale ed elegante.
Ricordo con affetto il primo film con Sophia che vidi alle medie “La ciociara”. Fu straziante, commovente e davvero molto forte per la mia età. Ma fu proprio in quel periodo della mia vita che mi appassionai al cinema, ai film in bianco e nero.
Grazie al mio professore delle medie “Da campo” e a mio padre che ogni sera tardi, se non c’era una partita di calcio della Juve, guardavamo un film.
Ecco qui, la donna gatto con i suoi mici in una perfetta simbiosi felina.
Un altro gatto divo, quello nel film di Vittorio de Sica nel 1963 “ Ieri, oggi, domani” interpretato appunto da Sophia Loren e Marcello Mastroianni. Famosissima la scena dello spogliarello super ironico ma comunque sexy, nel quale Sophia interpreta la terza figura di donna nel film. Quella di Mara, una prostituta attratta da un seminarista, interpretato dal grande Marcello Mastroianni.
Una delle mie bellezze preferite. Monica Vitti.
Quella bellezza particolare, raffinata. Con la sua voce un po’ rauca ma calda, il suo carattere e la sua femminilità.
Quella bellezza talmente particolare, che non la puoi non notare.
Mi ha conquistata in tanti film, ma uno in particolare è “L’eclisse” di Michelangelo Antonioni nel 1962.
Un film in bianco e nero, drammatico e romantico, interpretato appunto dalla Vitti e dal bellissimo Alain Delon. Se non l’hai mai visto e anche tu sei affascinata dai film in bianco e nero allora ti consiglio di guardarlo.
Ed eccoci, con Monica Vitti e i suoi amici felini.
Qui Monica Vitti a Roma con il suo gattino nel 1965
E ora signore e gattine è il momento di Claudia Cardinale.
Altra bellezza che io profondamente adoro. Quella bellezza da bambolina, elegante e sognante.
Claudia Cardinale è una vera e propria gattara.
Amante dei gatti da sempre, considera il gatto un’anima preziosa.
Qui le sue parole:
“I gatti hanno una magia che nessun altro animale possiede. Sarà la trasparenza dello sguardo, sarà che ai gatti nessuno può dare ordini”.
Pienamente d’accordo.
Qui Claudia mentre sfama i gatti randagi nella colonia del Pantheon 1962
E ancora Claudia con i suoi gatti.
Parliamo di Marlene Dietrich, chiamata anche “l’angelo azzurro” e come obiettare.
Angelo azzurro dovuto al suo debutto proprio nel film. Film che la rese famosa. Di un incanto da togliere il fiato.
Fra le più note icone del mondo cinematografico della prima metà del Novecento.
La sua immagine suggeriva una certa ambiguità sessuale, per divenire infine la leggendaria e sempre affascinante artista che seppe incantare il pubblico di tutto il mondo. Fu "desiderabile ed elusiva, apparentemente tenera, ma in realtà dura come l'acciaio. Ha simboleggiato la donna libera della città che sceglie i propri uomini, si guadagna da vivere e vede il sesso non come una consolazione, ma come una sfida".
Eccola anche lei, ritratta con un gatto.
Passiamo a Brigitte Bardot.
Eh beh, che dire.
Brigitte Bardot non solo è una cantante, attrice ed ex modella ma anche un’attivista francese per i diritti sugli animali. Lasciò il mondo del cinema per dedicarsi proprio a questo a 38 anni.
Fu proprio durante le riprese del film “Colinot l’alzasottane” che ebbe questo forte desiderio.
Durante le riprese fu fotografata con una capra e volle a tutti i costi acquistarla.
Qui le parole di B.B :
“La proprietaria mi ha detto si sbrighi a finire la sua scena, perché domenica è la comunione di mio nipote e dobbiamo farla allo spiedo! Ho comprato la bestiola e l’ho portata via con me, attaccata a una corda, nell’hotel a cinque stelle. Me la sono portata in camera, che scandalo! Quel giorno ho preso la decisione di smettere con il cinema e di aiutare gli animali. Era il giugno del 1973.”
Qui le foto che ritraggono Brigitte con i suoi amici animali.
Nel 1986 nasce la Fondazione Brigitte Bardot per il Benessere e la Protezione degli Animali e per finanziarla vende i gioielli e gli effetti personali. Sostiene anche la protezione di Sea Shepherd per proteggere anche gli animali marini e ha un'imbarcazione con il suo nome.
Nel 2020 vinse il premio Margherita d’argento, il premio annuale che l’Associazione Il Gattile OdV di Trieste (Friuli-Venezia Giulia, Italia), conferisce a una donna che ne condivide le finalità di cura e ricovero dei gatti randagi.
Una donna tutta d’un pezzo, che ama e rispetta gli animali e dalla quale, ci si deve lasciar ispirare.
Ed eccola, in tutta la sua bellezza all’epoca, ma anche oggi, insieme ai suoi gatti.
E se urliamo “Diva” pensiamo subito a Marylin Monroe. Marylin, dolce Marylin.
Ho visto così tanti documentari, film, letto libri su di lei che mi hanno tutti spezzato il cuore.
Una donna sensibile, dolce, dal cuore spezzato sin da bambina. E un’anima così sensibile non può non amare i gatti o qualsiasi altro animale.
I Gatti hanno una profonda empatia verso le persone che hanno bisogno di aiuto. Sono molto attratti dal dolore degli altri, dalle persone problematiche.
Non a caso gli artisti più incompresi, estremi, geniali e profondi sono stati sempre circondati dai gatti.
Anche quelli più tristi, depressi, malati.
Perché il gatto è anti depressivo, una vera e propria cura.
Ma di questo ne parleremo poi.
Torniamo a Marylin. La diva per eccellenza. Bionda mozzafiato, amata nel film “A qualcuno piace caldo” dove l’ho trovata sbalorditiva nonostante stesse passando uno dei periodi più difficili e tristi della sua vita. Era eccezionale.
Marylin amava tantissimo gli animali e aveva una forte empatia.
Ha avuto molti cani fin dalla sua tenera età, ma solo una gatto di nome Mitsou, un persiano bianco che viveva a New York con lei negli anni 50.
Tante altre sono le donne o se preferiamo dive che hanno vissuto le loro vite con i gatti. Altre tante con cani e altri animali.
Abbiamo sfatato il mito della gattara pazza e associale.
Come ho detto prima però, i gatti hanno una spiccata dote nel comprendere quando un essere umano ha bisogno di aiuto, quando soffre, quando è solo.
Sono portatori di felicità, amore e rilassatezza. Le loro fusa ad esempio, sono anti depressive, calmano il sistema nervoso di noi umani e alleviano gli attacchi di panico. Il gatto solo annusando il nostro odore, o il nostro alito riesce a capire se stiamo male, se c’è qualcosa che non va, se abbiamo bisogno di aiuto.
Sta a noi cogliere i segnali. Molte donne sono state salvate proprio dai loro felini che, dimostrando comportamenti insoliti attorno a loro, hanno scoperto di avere un tumore.
Spesso quando sono a letto, se ho male alla testa, mi ritrovo una gatta sul mio cuscino dietro di me, se ho dolori alla pancia, una mi ci si sdraia sopra. Una delle mie gatte in particolare “Maggie” è una vera e propria infermiera. La chiamo proprio la gatta infermierina perché ogni mattina, si mette sopra la mia pancia, mi annusa dolcemente il viso, l’alito e con il suo sguardo e la sua strizzata di occhi dolci, mi comunica che è tutto okay.
Questo lo fa anche più volte durante la giornata.
Dico questo perché? Perché i gatti sono davvero esseri speciali e se ci scelgono, siamo fortunati e speciali come loro. È un dono. Un dono immenso.
Io stessa ho sofferto di una brutta depressione un anno fa, con malesseri che mi portavo dietro da molti, molti anni. Malesseri e traumi che ero convita di aver superato, ma che col tempo, con i problemi della vita, si sono accentuati.
Soffrivo di insonnia, attacchi di panico, ansia.
Ogni giorno avevo costanti fitte allo stomaco, al petto, dolori intercostali, alla schiena, alle gambe.
Mi era impossibile avere una vita normale o perlomeno ci provavo. Ricordo di aver preso un volo per Berlino con mia sorella per andare a trovare amici un paio di settimane. È stato il viaggio più pensante e difficile della mia vita. Mi mancava l’aria. Mangiavo poco perché masticare mi toglieva il respiro dovuto all’ansia, camminare all’aria aperta era faticoso.
Fumavo troppo, bevevo ogni tanto ma quando lo facevo, esageravo. Ed era tutto completamente sbagliato. Ma la sigaretta era l’unica cosa che mi dava sollievo e subito dopo, dolore.
Non potevo nemmeno bere un caffè.
Ho abbandonato il mio lavoro che è la mia passione perché in poco tempo non solo il dolore fisico, ma arrivó anche quello mentale, quello negativo, quello pericoloso.
Non avevo paura, volevo combatterlo. Ma ero stanca.
Qualche pastiglia e poi finalmente dormire.
Qualche pastiglia e poi finalmente respirare.
Qualche pastiglia e poi finalmente zero dolori alle costole.
Ero già dipendente dalle sigarette, non volevo di certo esserlo anche dai psicofarmaci.
I pensieri negativi soprattutto su me stessa erano infiniti. La mia vocina interna mi diceva “Non sei brava nel tuo lavoro, hai 31 anni e ancora non ti sei evoluta professionalmente, guarda le altre che brave che sono, non sei in grado, sei brutta, se fossi bella avresti più successo, sei sola, nessuno ti capisce, ti sta andando tutto male, devi pagare le bollette, devi pagare questo, pagare quello, pensare a quell’altro, risolvo un problema e ne arriva un altro, ma che ci sto a fare al mondo”.
E tutte altre cose molto più pesanti di ricordi brutti.
Non riuscivo a spedire un pacco, a gestire il lavoro, le mie clienti. Ad un certo punto, non mi interessava più nulla. Tanto meno guardarmi allo specchio. Forse per il timore di non riconoscermi.
Sono sempre stata una donna forte, indipendente, cazzuta. Non sono mai stata debole, mi sono sempre rialzata. Ma era come se avessi avuto delle pietre attorno alle caviglie che non mi permettevano di alzarmi.
Non avevo i soldi per andare da uno psicologo e sono la prima che pensa che dovremmo andarci tutti, ma, non potevo andarci. Non potevo permettermelo.
Potevo andare a lavorare? Certo. Ma non ne avevo le forze mentali e fisiche.
E ora la mia storia si collega al mio discorso precedente. I gatti. Le mie gatte. Il mio gatto.
Mi hanno letteralmente salvata.
Ero arrivata al punto che mi alzavo dal divano solo per dare il cibo a loro e pulire le lettiere. L’unica forza era prendermi cura di loro.
E loro si prendevano cura di me. Senza pressioni, senza pretese, senza giudizio. Solo tanto amore.
Si sdraiavano attorno a me, sopra di me, vicino a me.
Fusa, leccatine, morsetti dolci, sguardi. Mi hanno aiutata a meditare, a cacciare pensieri negativi, oscuri, tristi, terrificanti.
Ci vuole anche una gran forza di volontà, una forza infinita e tanto amore per se stessi per rialzarsi. Ma se ne esce, se lo desideri davvero.
Ho poi compreso infatti, che la mia debolezza è stata la mia forza. Tutt’ora accuso qualche dolore, a volte un po’ di ansia torna a farsi sentire, ma ho imparato a gestirla, a conviverci, a non temerla e a combatterla.
Se ancora non ne hai le forze, puoi chiedere aiuto.
Fallo. Se hai animali domestici che ami incondizionatamente come fossero sangue tuo, lasciati aiutare da loro, cogli i loro segnali.
Ho voluto condividere con te i miei momenti bui perché sono convita possano aiutare chi si trovi in questa situazione.
E anche per confermare che i gatti, come dice Claudia Cardinale “ hanno una magia che gli altri animali non hanno”.
E ora siamo giunte alla fine di questo articolo e sperando che ti sia piaciuto ti ringrazio e ti mando un abbraccio e ovviamente, anche un mucchio di fusa e zampette feline. GRAZIE.
Jessica e mici.