Trame e storia

Trame e storia

Ci ritroviamo ad amare delle trame di cui non ne conosciamo la storia, a volte nemmeno la definizione.

Ma se ci pensi, ognuna di noi ha una storia. 
C’è una storia per tutto.

Vogliamo parlarti di quattro trame, quattro delle nostre preferite. Ne proporremo anche altre che amiamo tantissimo.  

Se pensiamo ai cappotti in lana e ai blazer invernali, queste quattro trame sono tra le nostre preferite. Dei must have per eccellenza, ricercate da tutte e sempre alla moda.

Tutte trame rigorosamente vintage.

Partiamo dalla prima:

 

1 La trama Vichy 

Questo tessuto nasce nella città di Vichy, in Francia, ed è un “grande classico”.

Questo tessuto, importato in Inghilterra dalla Malesia durante il dominio di Elisabetta I, veniva chiamato originariamente “Gingham“, dal dialetto malese “Genggam“, cioè “righe” poiché inizialmente era appunto prodotto solamente a righe.
Fu poi Napoleone III a fare di Vichy, allora conosciuta principalmente come città vacanziera, la sede di produzione di quella stoffa che prese il nome della città.
Il cinema fu uno dei primi ambiti in cui vennero apprezzati i quadretti di Vichy, ne troviamo infatti tracce già negli anni ’30, dove ne “Il Mago di Oz” la giovane protagonista  Judy Garland, indossa un abito azzurro e bianco che la accompagnerà per tutto il fantastico percorso. 
La nostra amata Dorothy, che ha segnato l’infanzia di tutte noi o perlomeno la mia che sono cresciuta con lei, le sue trecce e le sue Mary Jane in vernice rossa. 

Questa trama dal tocco fiabesco, da Picnic in stile anni 50 che ci fa sognare. 



2 Pied de poule 
Nato in Scozia intorno al 1800, il termine pied de poule deriva il realtà dal francese e significa “zampa di gallina” proprio perché la trama ricorda le zampe delle galline. 

Nella sua tradizionale versione in bianco e nero ha iniziato a fare la sua comparsa prima su pantaloni e sciarpe e poi sui capispalla realizzati in panno di lana intrecciata che, grazie alla loro pesantezza, assicuravano una dose extra di protezione con il freddo e per questa ragione in breve tempo sono diventati i capi prediletti dei pastori che li indossavano durante le loro lunghe giornate al pascolo. Ma il pied de poule non è stato amato solo dalle classi meno abbienti e nei primi anni del Novecento ha cominciato a spopolare anche tra i nobili che lo ha eletto simbolo di eleganza e stile.

A contribuire al grande successo del pied de poule, fu proprio Christian Dior che verso la fine anni ‘40 ha deciso di impiegarlo nel packaging del suo celebre profumo, Miss Dior.

Ecco la bellissima Lauren Bacall indossare un blazer in pied de poule. 

Ma anche la grande Sophia Loren non è da meno con un abito in pied de poule.

3 Principe di Galles 

Fra tutte le teorie (e leggende), la più accreditata narra che l’origine di questo tessuto sia da far risalire a inizio del XIX secolo, quando un gruppo di possidenti inglesi decide di emigrare nella vicina Scozia.
Non potendo indossare i disegni dei clan locali (Giorgio IV chiese ai membri dei clan di vestire “colori e pattern” diversi quando partecipavano alle udienze), i nuovi emigrati adottano come emblema distintivo del loro vestire un certo tipo di pattern a quadri, noto con il termine glenurqhart plaid, alias “quadrettato della glenurqhart” (nome di una valle nell’Invernesshire).
 
Col tempo questo disegno entra a far parte del vocabolario tessile britannico con il nome di glen plaid(detto anche glen check) e dai tempi di Edoardo VII viene utilizzato per i completi degli eredi al trono inglesi, dal cui titolo prende appunto il nome “Principe di Galles”.

Il principe di Galles è una particolare fantasia dei tessuti in lana, caratterizzata da un motivo a grandi riquadri in cui si alternano fantasie a quadretti più piccoli e Pied-de-poule. I riquadri possono essere “puri” o decorati con fili colorati, che ne delimitano il disegno e vivacizzano l’aspetto e lo stile.

Per conoscere le caratteristiche del tessuto Principe di Galles ci affidiamo al Dizionario dei termini della moda, il quale spiega che “i riquadri sono formati da una parte di pied-de-poule o di “effetto stella”, con una parte di millerighe o grisaglie con disegno damier, a catena o trama bicolore molto fitta con infinite possibili variazioni, in rapporti più o meno grandi, in armature diverse.

4 Tartan 


La sua origine è comunemente legata alla Scozia e in particolare alla zona delle Highland.
Nel 1600 nasce il kilt, una gonna che diventerà il simbolo della Scozia. Ma di tessuti tartan ne esistono tipi molto diversi, ognuno dei quali, a partire dalla fine del 1700, rappresenta un clan delle famiglie dell’alta società scozzese. È laRegina Vittoria nel 1800 a renderlo status symbol, sfoggiandolo, con il marito Alberto, durante i loro soggiorni a Balmoral.
 

Entra nel mondo della moda dopo la Seconda Guerra Mondiale, quando il kilt diventa un capo popolare tra le persone comuni. 

Anche le star hollywoodiane lo sfoggiano. 

Famoso lo scatto del 1950 che ritrae Audrey Hepburn a Londra con una giacca scozzese e un papillon. 

O quello del 1964 che vede Brigitte Bardot sfoggiare un kilt con un pull rosso a mezza manica e tanto di fiocco abbinato sul capo.
O anche la sbarazzina Twiggy indossare una minigonna tartan intorno agli anni sessanta.
Negli anni 70 il tartan divenne simbolo nelle ragazze Preppie e Ivy League.
In chiave punk diventa simbolo di ribellione.
Negli anni 80 il tartan diventa un pantalone, negli anni 90 diventa grunge accompagnando diverse rockstar.
Insomma il tartan decennio dopo decennio, sino ai giorni nostri, rimane simbolo di carattere ed grande stile. 
Queste sono solo quattro delle tante trame che esistono e delle loro storie. 
Ma sono indubbiamente le nostre preferite.
E tu che ne pensi? Scrivicelo nei commenti ♡︎
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