La grazia del colletto

La grazia del colletto

 

Il Colletto, un accessorio spesso dimenticato ma prima o poi ritorna sempre. 
Un po’ come l’ Ex ma decisamente mille volte più piacevole.

Un accessorio incantevole, al quale personalmente sono molto legata.
Mi riporta ad un’infanzia felice, quando ne indossavo diversi per andare a scuola, sopra al grembiule.
Quando la mia zia li faceva a mano all’uncinetto e le merlettaie buranelle che ai miei 7 anni, erano già anziane, producevano i loro colletti di merletto fuori dalle loro case, sedute su una sedia. 
Sono nata e cresciuta a Burano, la famosa isola con le casette colorate e i bussolà buranelli. Ne hai sentito parlare? Io credo di si. Ma Burano non è famosa solo per questo, ma anche per i merletti fatti a mano. Una storia che ha della magia. 
Il merletto di Burano è uno dei più rinomati merletti al mondo, tramandata nei secoli e secoli e appartenente proprio all’isola dove appunto si trova il museo del merletto.
La storia del merletto di Burano è legata a molte storie tramandate da generazioni e leggende.
Per alcuni la tipica lavorazione buranella sarebbe connessa alla tradizione marinaresca degli abitanti della piccola isola, legati alla pesca e di conseguenza alla fabbricazione e alla riparazione delle reti.
 
Alla fine del XV secolo ci fu un vero e proprio boom i Italia e in Europa ma soprattutto a Venezia nella quale vennero pubblicati centinaia di libri detti modellari, di disegni per merletti e ricami, ideati dai maggiori incisori e tipografi del tempo.
 

Col passare degli anni il merletto di Burano acquisì fama internazionale. Merce rara e preziosa, entrò a far parte del corredo di varie famiglie europee di primaria importanza.

 
Agli inizi del Settecento nel laboratorio veneziano "Ranieri e Gabrielli" trovavano impiego circa 600 merlettaie. 
Ma alla fine della Repubblica di Venezia nel 1797 ci fu l'inizio di una lenta crisi: la produzione del merletto divenne un'attività esclusivamente familiare.
 
La tecnica che caratterizzò la scuola del merletto di Venezia e di Burano fu il punto in aria, eseguito con l'utilizzo di solo ago e filo, senza alcun supporto.
Nei secoli si utilizzarono vari punti, alcuni di essi inventati proprio dalle merlettaie buranelle. Fra di essi, si ricordano il “punto Venezia” (così chiamato perché ricorda i ponti della città), il “Punto Burano” (rete eseguita con filo sottilissimo, che ricorda le reti dei pescatori dell'isola), il punto ago, il punto rosa, il punto cappa, eccetera. 
Tipica del merletto di Burano è la lavorazione rigorosamente ad ago: i merletti originali di Burano si distinguono per l'estrema complessità del disegno e della tecnica esecutiva, l'utilizzo di fili molto sottili, e di conseguenza una lavorazione estremamente lunga, per la quale è d'obbligo uno studio ed un'applicazione spesso pluridecennale.
Ma, quando nasce il colletto? Si ritiene che esso sia stato inventato da Hannah Montague a Troy nello stato di New York  nel 1827, dopo aver staccato il colletto da una delle camicie del marito per lavarlo e poi averlo riattaccato cucendolo.
In seguito, verso la fine del 1900 l’uso di colletti inamidati e bianchissimi vestivano in quell’epoca la figura e le abitudini del Dandy, grande sostenitore ne fu proprio Lord Brummel.
Come dettaglio nella realizzazione della camicia.
Il primo colletto era corto e verticale (modello pistagna).
Un buon colletto per essere definito tale doveva essere: rifido, bianco, alto e inamidato. 

 

Per chi avesse già acquistato la camicia o la blusa con il collo ampio, adesso non vi resta che aggiungere un colletto monta e smonta da usare come alternativa alla collana o al foulard per dare un po’ di glam e cambiare faccia ai capi che da mesi o da anni risiedono nell’armadio. Regina insdiscussa del colletto resta Lady Diana, che indossava questo accessorio, rigorosamente in bianco, sopra a qualsiasi capo ( persino con eleganti abiti in seta). Uno stile eclettico che spaziava tra pizzo sangallo, micro volant in popeline. 

 

Ma quali sono i modelli dei colletti? I tessuti? 
Come abbinarli? 
Nel prossimo articolo lo scopriremo insieme e ci divertiremo ad abbinarli.
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